Goldfrapp - Mondi Sommersi

Riesce difficile palare di un duo come i Goldfrapp. La scena di Bristol, una delle più interessanti degli anni 90, ci porta questo ennesimo fenomeno musical-commerciale. Su una cosa però non ci piove affatto: l'eterea voce di Alison Goldfrapp riesce a tratteggiare mondi celesti, creature notturne, paesaggi lunari. Nella discografia dei Goldfrapp bisogna però riconoscere almeno due fasi. Una rappresentata da Felt Mountain, il debutto del duo, l'altra rappresentata dai fratellastri del primo album.
Felt Mountain riesce subito a conquistare l'ascoltatore. Le nove tracce del disco, uscito nel 2002, fanno letteralmente sognare. L'album, prodotto in un bungalow fra le montagne, ci fa assaporare le dolci atmosfere mattutine, i notturni lunari, le scogliere deserte, i flutti infrangersi sulle rocce. Felt Mountain è insomma quello che si potrebbe definire un album di una poiliedricità straordinaria, in grado di catturare i suoni naturali. L'iniziale Lovely Head non può che conquistare, Utopia ti fa sobbalzare. L'uso dei synth è atipico. L'eterea eletronica di Bjork viene amalgamata alle soffici sinfonie trip-hop dei Portishead. Ma è la sensuale voce di Alison il vero gioello di Felt Mountain.Le canzoni scorrono leggere fra dolci ballate e canti malinconici il tutto immerso in uno spleen decadente ed incredibilemente sognante. La voce è il vero strumento.
Con Black Cherry si assiste ad una decisiva svolta. Il sound etero e sognante viene aggiornato al tempo delle macchine. I suoni si fanno ruvidi, probabilmente condizionati dalla nuova spinta dance. Il synth viene qui usato con incredibile spavalderia, a tal punto da disturbare l'ascoltatore. E nemmeno a dirlo le tracce più convicenti sono quelle musicalmente legate a Felt Mountain. Ad esempio l'iniziale Crystalline Green, seppur partendo con un ossessivo ritmo techno, riesce nel finale a salvarsi proponendo uno splendido e stucchevole utilizzo delle tastiere e degli archi campionati. Purtoppo però questo è l'unico brivido che l'album sa regalarci.
Nel 2005 esce Supernature. Chi si aspettava un ritorno alle origini vedrà tradite le sue aspettative. L'album si presenta aspro, più di quanto non lo sia Black Cherry. La sola voce di Alison riesce a salvarsi dal solito synth disorto usato in maniera assurda. Insomma chi vorrà gustarsi un poi di dance-pop in salsa commerciale sarà accontentato. Ma per noi, esigenti ascoltatori retrò, non ci resta che mettere nel lettore Fel Mountain. Senza Discussioni.
1. FELT MOUNTAIN - Dream Pop 8
2. BLACK CHERRY - Electro Pop 5
3. SUPERNATURE - Dance Pop 4
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